domenica 9 dicembre 2012

Daido Moriyama – Mesh - Gucci Shinjuku, Shinjuku Takano Bldg. Tokyo – 7 novembre 2012






Le foto in bianco e nero di Daido Moriyama selezionate per Mesh raccontano uno spaccato glam, fashion, decadente su un mondo in bilico tra provocazione libertà sesso solitudine, che fa tanto cool in questo momento. Da camere di hotel, letti sfatti, animali da compagnia, calze a rete, drink, modelle mascherate, e quant’altro per rappresentare una trasgressione che era tale negli anni 80’ 90’ e che ora fa curiosità o quasi tenerezza.
Una mostra un po’ lontana dalle pubblicazioni di Moriyama, sempre molto interessato ai quartieri di Tokyo, dai più fatiscenti ai più avveniristici.
Tutte le pareti sono ricoperte da un dettaglio di una foto (le calze a rete su delle gambe accavallate) che diventa un gigantesto pattern ipnotico/sensuale che fonde e contemporaneamente staglia le opere del fotografo.
Forse niente di nuovo, cose già viste, con una foto in particolare di Andy wharol, sembra sancire un avvicinamento alla pop-art rimanendo fedele alle sue origini giapponesi. 
Mostra comunque di effetto per la qualità e l’allestimento.

Will You Thrill! - The National Museum of Modern Art, Tokyo - 6 novembre 2012






La mostra per i sessant’anni della collezione, traccia un percorso che si snoda per i 4 piani del museo, e percorre un periodo consistente dell’arte giapponese esponendo alcuni pezzi davvero unici. Solo la prima sala vale la visita: i favolosi pannelli dipinti di Kawai del 1916, e Tscuchida del 1918 lasciano senza fiato. Da una parte la natura che irrompe nella vita dei pescatori, dall’altra la natura che sottolinea la sensualità di una donna distesa in un affascinante interno giapponese. Altro capolavoro: Mother and child di Uemura, ipnotizza per la semplicità.
La mostra continua e gli anni passano arrivando agli 40’, 50’, 60’ dove la natura e il corpo continuano a essere protagonisti: come i meravigliosi lunghissimi rotoli di pergamena dipinta con la vita dei contadini, dei pescatori (Yokoyama), o immagini di animali degli stagni (Omoda), o la sensualità controllata delle donne al bagno di Ogura.
60 anni ben portati, con artisti stimolanti, anche se troppi rimandi a tendenze occidentali un po’ modaiole, ed inevitabile inserimenti di grossi nomi europei e americani.
L’ultima parte del percorso è sicuramente improvvisa ed imprevista. Che segno ha lasciato la guerra, Hiroshima, nell’arte, nella cultura, nella vita dei giapponesi? … foto, filmati, riviste, sul prima e il dopo, su come è cambiata la visione del corpo attraverso le foto raccapriccianti delle conseguenze della bomba atomica. Una inevitabile dolorosa galleria di immagini che lasciano sgomenti, tra realtà e finzione, tra ferite e sculture contorte.

sabato 8 dicembre 2012

Mythologies — Brazilian Contemporary Photography - Shiseido Gallery, Ginza - Tokyo, 5 novembre 2012








Nel basement della Galleria Shiseido in Ginza, è allestita una piccola mostra sulla fotografia contemporanea brasiliana.
L’enorme dinamico Brasile, in costante cambiamento ed evoluzione e al tempo stesso orgoglioso-geloso delle proprie tradizioni, si scontra con i cambiamenti, sconvolgimenti culturali, politici, economici che lo portano all’attenzione nel mondo dell’arte, nella moda, della società
I fotografi si soffermano sulla spiritualità di luoghi, persone, credenze, miti che si fondono, sopravvivono al contemporaneo che avanza, tritura e rimestola le sorti. La natura protagonista, diventa mito, spirito da adorare, le tradizioni diventano avanguardia.
I corpi,  le persone, sono dei: del passato o del futuro.

venerdì 30 novembre 2012

Sulla Via della Seta. Antichi sentieri tra Oriente e Occidente – Roma, Palazzo delle Esposizioni, 29 novembre 2012






Un po’ mostra per scolaresche con qualche dettaglio disneyano negli allestimenti, l’esposizione si snoda tra i racconti e i viaggi tra l’Occidente è l’Oriente, e in particolare tra alcune città italiane. La scelta non convince, troppo esteso l’argomento, il periodo storico, le aree geografiche interessate, per una sola mostra diventa un progetto appena abbozzato.
Il percorso si sofferma nelle sezioni dedicate alle grandi città: Chang'an, l'odierna Xi'an, la capitale cosmopolita della dinastia cinese dei Tang; Turfan, città-oasi del deserto del Gobi; Samarcanda, grande centro mercantile e culturale; Baghdad, capitale del mondo islamico e sede del califfato.
Alcuni pezzi sono davvero notevoli come la copia del Milione di Marco Polo o il suo testamento originale in cui sancisce, dopo aver distribuito le varie eredità, la libertà per il proprio schiavo.
Nell’ultima parte della  mostra si trovano alcuni paramenti religiosi veneziani che riproducono dettagli di disegni visti in Oriente, con materiali preziosi o tessuti originali. Alcuni dettagli sono ripresi nei quadri esposti (in questo caso la veste di un angelo) in un pattern del passato, fusione di prezioso e religioso.
La globalizzazione si estendeva …

mercoledì 31 ottobre 2012

DEAD CAN DANCE - 19 ottobre 2012, Teatro degli Arcimboldi Milano





Mentre si attende il concerto e gli spettatori si siedono, un musicista sul palco suona e racconta i suoni attraverso gli strumenti della cultura araba … l’atmosfera si fa rarefatta, preludio del concerto … un po’ di ritardo ci allontana dai suoni, ma è nulla in confronto a quello che avverrà: un concerto magnifico, Lisa Gerrard una divinità, una regina di Saba che canta, suona, si muove sinuosa sul palco dando vita ad una esperienza unica. Brandon Perry sembra migliorato negli anni, la voce è potente e profonda. I brani si susseguono uno dopo l’altro in uno stato di trance totale … per alcuni brani il tempo sembra fermarsi, il pubblico trattenere il fiato quanto il silenzio è palpabile … fino ad un travolgente applauso e nel finale un inevitabile standing ovation meritatissimo.
Il concerto è dedicato all’ultimo lavoro Anastasis, ma pezzi inaspettati del passato affiorano lasciando il segno, tra questi The Host of Seraphim da The serpent egg’s.
Per un totale di 19 brani.
Le suggestioni spaziano dal medioevo all’oriente, dalla world music alle atmosfere dark degli anni 80’ …
Bellissimo l’impianto luci, soprattutto nella prima parte del concerto, con colori molto accesi e soluzioni affascinanti. Un po’ scontate nella seconda parte con soluzioni un po’ banali: tramonti, sole, edifici …

I brani della serata:

Children of the Sun
Anabasis
Rakim
Kiko
Lamma Bada
Agape
Amnesia
Sanvean
Nierika
Opium
The Host of Seraphim
Ime Prezakias
Now We Are Free
All in Good Time
The Ubiquitous Mr. Lovegrove
Dreams Made Flesh
Song to the Siren (Tim Buckley)
Return of the She-King
Rising of the Moon

lunedì 22 ottobre 2012

Carsten Nicolai, Unidisplay - Hangar Bicocca, Milano 6 ottobre 2012





















… siamo bombardati continuamente, in ogni momento, in ogni dove, costantemente, da stimoli visivi, da computer, display, video, suoni, immagini sempre più sofisticate, sempre più ammalianti …
Carsten Nicolai azzera tutto, pone lo spettatore al buio, in uno spazio composto da una lunga panca, uno schermo lungo quasi 40 metri, specchi che riflettono e dilatano le immagini, suoni. Tutto questo per collocarci/concentrarci in un contesto di attenzione e percezione di fronte agli stimoli che Carsten proietta sullo schermo, piccole variazioni digitali, correlate da suoni minimal, effetti sonori che suggerisco, sottolineano le frequenze visive, le idee tecnologiche che appaiono, si ripetono sullo schermo, e ritornano nell’ “archivio” generando un altro nuovo percorso visivo.
Molto interessante l’interazione tra lo spazio enorme dell’Hangar, gli spettatori che si siedono, rimangono ipnotizzati, si alzano, girano, fotografano, il “silenzio” generato dallo stupore e dalla bellezza di alcune immagini incredibilmente semplici … ma in realtà frutto di studi e ricerche da parte dell’artista.
Grande attenzione all’allestimento tecnico: lo schermo, l’audio, la proiezione … per una esperienza davvero particolare. Personale e collettiva, contemporaneamente.


sabato 29 settembre 2012

ANAGOOR, ACCADEMIA D'ARCADIA - Et manchi pietà - 22 SETTEMBRE 2012, Milano Festival Mito




Attraverso le musiche di Monteverdi, Allegri, Strozzi e altri, e attraverso le proiezioni per capitoli, assistiamo ai momenti più salienti della vita di Artemisia Gentileschi. 13 momenti: il padre, la madre, il mondo degli uomini, tormenti, sensualità, l’arte …
Lo spazio dell’auditorium del Sole 24, ben si presta per contrasto a questo lavoro così interessante.
Mentre il soprano canta i madrigali, scorrono sullo schermo immagini affascinanti e coinvolgenti.
“Se i languidi miei sguardi” di Monteverdi sottolinea il fuoco che brucia in pochi secondi  le tele, i lavori di Artemisia, gli amori, una vita …
Sarebbe didascalico raccontare le immagini, le emozioni, citare Greenaway, Bill Viola, ma le suggestioni e gli stimoli sono molti. Mi hanno colpito le immagini del capitolo dedicato al padre, con il lavoro nei cantieri artistici, dove tra uomini che scendono e salgono, Artemisia si siede vicino al padre per iniziare a dipingere.  Molto bello, estetico, il capitolo dedicato alla mamma morta, in un momento di commovente addio tra veli, tendaggi, e personaggi in lutto. Altro momento notevole il bagno tra curiosità e sensualità. Il mio preferito è il capitolo Caduta:  Artemisia si aggira in una stalla con l’abito sporco di sangue, con le mosche che si posano sulle macchie, con le mucche imbrattate di letame … davvero potente.
Gli Anagoor ci propongono un lavoro importante, perfetto, di grande impatto, a tratti minimal concettuale, a tratti grondante sangue, con bellissimi costumi e suggestive location e mise en scène.
Complimenti a tutti!!