Continuo
a non amare questo artista … me lo ritrovo in giro per le mostre, nei musei più
importanti … ma continua a non convincermi. Al Migrosmuseum di Zurigo ci
presenta un’altra delle sue ennesime istallazioni /accumulo… qui una passerella /palco
che si allunga con un mare di cianfrusaglie ... idee oggetti sculture si fondono
in un'opera multiforme che si sviluppa nel corso della giornata e presenta
una cronologia improvvisata del musicista Frank Zappa (il titolo della mostra è
il titolo di un brano di Zappa). Il
dispiegarsi di una giornata attraverso elementi cinetici, acustici, e tanto
altro … insomma una baracconata come solo lui sa fare … e che inevitabilmente
fa cool accorrere a questa mostra e rimbambirsi davanti alla raccolta non
“differenziata” di questo artista che cita Zappa per parlarci di vita e di
morte … salendo e scendendo dal palco …
venerdì 24 maggio 2013
Geoffrey Farmer «Let's Make the Water Turn Black» - Migros Museum für Gegenwartskunst Zurich, 23 maggio 2013
giovedì 23 maggio 2013
ANIMALI: Animali reali e fantastici dall’antichità all’epoca moderna - Landesmuseum Zurigo, 23 maggio 2013
All'interno
del cortile del Landesmuseum è stato allestito uno spazio-contenitore dove si
sviluppa la mostra. Nell’anticamera nera, prima di entrare una ragazza mi dice
di attendere, le pesanti porte vengono aperte con un comando come entrare nel
caveau di una banca ... all'interno teche divise per tipi di animale
racchiudono incredibili tesori, rarità, curiosità, meraviglie, la maggior parte
giunte dall'Italia (Firenze e Trento) dalla Francia, dal Belgio, Svizzera e
molti altri luoghi per raccontare il mistero legato ad alcuni animali reali e
fantastici nella storia culturale europea, dall’antichità all’epoca moderna
attraverso capolavori appartenenti alle collezioni di prestigiosi Musei.
L’esposizione
presenta le storie di aquile, leoni, cavalli, cervi, pesci e serpenti e la loro
trasformazione in esseri fantastici: draghi, grifoni, sfingi, centauri,
unicorni e sirene.
Arazzi,
ceramiche, gioielli, sculture … amore e paura, vizi e virtù … uomo e animali da
sempre accomunati dalla convivenza ma divisi dalle paure dalla sopravvivenza,
dall'incomunicabilità … la cosa più particolare sono alcuni pezzi piuttosto
curiosi. Nel medioevo ci fu un momento in cui i potenti cercavano di acquistare
delle “prove” tangibili dell’esistenza di draghi o sirene … pertanto alcuni
imbalsamatori dell’epoca “assemblavano” pezzi di vari animali creando gli
scheletri di draghi o impressionanti sirene.
Monete,
teste, monili, tassidermie del passato di grande effetto per una Wunderkammer
animalesca quanto preziosa.
Allestimento
incredibile che sembra citare per alcuni versi Damien Hirst in un percorso
pop-surrealista. Nella parete più lunga la suggestiva bellissima istallazione
video di Sebastien Dupouey accompagna lo spettatore dall’inizio alla fine con
suoni ed immagini stupende di leoni, aquile serpenti, cervi … minacciosi, possenti, in intricate foreste o
tenebrosi incubi.
Da non
perdere!!
mercoledì 22 maggio 2013
YANG FUDONG «ESTRANGED PARADISE. WORKS 1993 – 2013», Kunsthalle Zürich 22 maggio 2013
domenica 28 aprile 2013
Apichatpong Weerasethakul - Primitive, Hangar Bicocca Milano 28 aprile 2013
L’artista
e regista thailandese Apichatpong Weerasethakul presenta nel buio dell’Hangar
Bicocca il suo progetto dedicato ai ragazzi di un villaggio nel nord della
Thailandia: Nabua.
Vari
video raccontano la vita, le storie, dei ragazzi, con taglio documentarista o veri e propri
cortometraggi. Immagini misteriose si
mescolano alla quotidianità del luogo, a curiose figure o situazioni irreali,
interviste agli abitanti. In particolare
il video Primitive racconta la costruzione di una astronave (che poi
ritroveremo negli altri video) in cui i ragazzi dormono dentro come un enorme
utero materno. Un’astronave per fuggire dalla realtà, per partire verso un
futuro, per una vita diversa. Protettivo, cinematografico quanto basta per sognare.
Alcune immagini notturne sono davvero
bellissime e anche se piuttosto arcane ipnotizzano per il potere evocativo.
Oriente
e occidente si incontrano e scontrano nei racconti, negli stereotipi, nell'abbigliamento,
nei sogni dei ragazzi bloccati in un paese popolato maggiormente da giovani
perché gli adulti tra gli anni 60’ e 80’ erano impegnati in una violenta guerra
tra gli agricoltori della zona.
Non immediato
ma molto affascinante e curioso.
domenica 21 aprile 2013
SILVIA GRIBAUDI A corpo libero - Wait, Teatro Astra, Vicenza 21 aprile 2013
domenica 14 aprile 2013
THE SOFT MOON - Bastione Alicorno, Padova 13 aprile 2013
I was here!
lunedì 8 aprile 2013
LATIFA ECHAKHCH (Lapse), HUANG YONG PING (Amoy/Xiamen), GUSTAV METZGER (Supportive, 1966 – 2011, The Exhibition) - Musée d’art contemporain, Lione – 3 aprile 2013
La prima delle tre esposizioni al
Musée d’art contemporain di Lione è dedicata a Latifa Echakhch. Nelle prime sale le grandi tele rotonde che
sembrano delle pupille scrutano gli spettatori che si aggirano tra le idee un
po’ “retrò” di questa artista. Sassi, carte da gioco, specchi vintage coperti
da foulard, cappelli sparsi a terra con elegante casualità … interessante
questa prima parte per gli elementi usati e per il gioco tra passato e
presente, scoprire-coprire indagando le potenzialità della propria identità
nello scorrere del tempo … la seconda parte lascia a desiderare: dei
tristissimi aquiloni sghembi, delle foto che sembrano rubate da A Zed & Two
Noughts di Greenaway. Tutto già visto e già assimilato.
Nel piano successivo l’artista Huang
Yong Ping ci accompagna in un percorso impertinente amalgamando religioni,
feticci: un modello ligneo della Basilica di San Pietro con all’interno un mulinello
per la preghiera tibetano; un dragone con la bocca aperta che si mangia un
Cristo crocifisso issato su un esca da immagini Buddiste. Al muro una pergamena
srotolata e dipinta con figure sacre mescolate a immagini rurali, scheletri e
oggetti contemporanei. Poco dopo una stanza con delle lavatrici inzozzate da
carta macinata e i muri spruzzati dello stesso materiale per lavaggi intensi di
coscienze macchiate.
Il percorso prosegue con statue di
divinità cinesi imballate, incellofanate, impacchettate, pronte per essere
spedite o immagazzinate. Uno scolabottiglie enorme con decine di braccia Buddha
(un rimando a Duchamp’s).
Alla fine del percorso un elefante a
terra con le zanne spezzate davanti ad un piccolo shop stracolmo di souvenir
cinesi … poco più in la un cagnolino con in un bocca un infradito, unico
reperto umano di un’inevitabile tsunami globale senza possibilità di salvezza.
Semplicemente geniale!
Ultimo piano, ultimo artista: Gustav
Metzger: il suo Manifesto di arte auto-distruttiva viene esposto tramite i
primi manifesti dell’artista, un video sulle performance e nella parte finale
nel buio totale l’istallazione definita auto-creativa: 7 pannelli dove vengono
proiettati dei cristalli liquidi polarizzati, riscaldati e raffreddati dai
proiettori in un continuo casuale film lisergico. Consigliati i comodi sacchi
imbottiti per stendersi e rilassarsi.
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