L'esposizione mostra come nei secoli
XVI e XVII Anversa fosse un centro mondiale delle arti visive. L’allestimento è
davvero impressionante le prime sale sono dipinte in oro e le opere preziose di
Rubens e Cornelis de Vos sottolineano come gli artisti utilizzavano materiali
preziosi per rappresentare il divino e il sovrumano, sotto forma di icone, e le
effigi di re e imperatori in monete d'oro. Il primo grande cambiamento avvenne
con i primitivi fiamminghi che si proponevano di esprimere il divino attraverso
la riproduzione della vita di tutti i giorni con un realismo quasi fotografico.
Dio è ovunque, anche nel più piccolo dettaglio.
Poi nero assoluto per opere
capolavori sistemati in vetrine-gioiello su un tavolo dove sedersi e ammirare i
dettagli incredibili.
Tra le opere del passato appaiono
opere del presente che dialogano tra loro in un corto circuito temporale: un
abito ricoperto di scarafaggi di Jan Fabre, poco più in la Croce di Pane di
Renè Heyvaert e girato l’angolo una meraviglia: il Polittico Orsini di Simone
Martini.
Altra sezione la Wunderkammer: il collezionismo si diffonde tra i potenti, e nelle case si creano delle
aree apposite dove esibire, proteggere, dare sfoggio di opere d’arte, oggetti
preziosi arrivati appositamente dall’Africa o l’Oriente.
E qui iniziarono a nascere compratori,
venditori, stampatori di opere che i potenti volevano avere. Una sezione è
dedicata alle “copie” delle opere più ricercate.
Le maggior parte delle opere arrivano
dai principali musei di Anversa in particolare il Koninklijk Museum voor Schone
Kunsten e il MHKA, e per le stampe il Museum Plantin-Moretu
Un capolavoro si trova in una delle
stanze dipinte di nero: La Madonna circondata da Serafini e cherubini di Jean
Fouquet (1452). Un quadro bellissimo (uno dei miei preferiti in assoluto) per i colori
eccessivi, le delicate nudità, e soprattutto modernissimo per l’epoca,
incredibile per i dettagli delle vesti (un trattato per gli stilisti della "Antwerp
Six").
La mostra termina con opere di artisti
contemporanei, tra questi una scultura dell’artista Berlinde De Bruyckere, una
delle massime rappresentanti dell’arte contemporanea belga.
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